venerdì 10 maggio 2013
The evolution of mining
Agli albori dell'Europa moderna, la miniera era strettamente collegata con l'arsenale, perché le armi da fuoco, di piccole o di grandi dimensioni, erano fatte di ferro oppure di bronzo; in seguito, anche le palle di cannone furono realizzate in ferro, piuttosto che in pietra. Verso la metà del XV sec. l'espandersi della produzione di artiglieria a polvere da sparo e il moltiplicarsi di zecche per il conio di monete metalliche, di proprietà di principi e di nobili, portò a una maggiore richiesta di metalli che indusse gli stessi investitori a impegnare notevoli somme di denaro e ad affrontare i problemi tecnici legati allo scavo di miniere più profonde. L'attività mineraria mutò radicalmente dalla metà del Quattrocento. L'estrazione nel Tardo Medioevo era di solito affidata a un'impresa locale ‒ spesso un'azienda di famiglia, su piccola scala, che in alcuni casi associava tale attività a quella agricola ‒ con lo sfruttamento di miniere poco profonde. Le nuove imprese capitalistiche, invece, costituivano operazioni su vasta scala che davano lavoro a numerosi operai. Tali operazioni traevano profitto in parte dallo scavo di miniere più profonde e in parte dalla soluzione dei problemi tecnici di ventilazione, di drenaggio e di estrazione dei minerali grezzi, che si presentavano a profondità maggiori. Per poter sostenere tali sforzi, i principi e gli imprenditori investivano denaro, diventando azionisti delle imprese minerarie. Tra il 1450 e il 1550 vi fu a un notevole incremento della produzione di argento, rame, ferro, stagno e piombo. Scavare in profondità richiedeva dunque la soluzione dei problemi tecnici relativi alla rimozione dell'acqua e dei minerali grezzi. In molte miniere furono utilizzate grosse pompe e altri macchinari azionati da ruote idrauliche per sollevare l'acqua e per estrarre i minerali dai giacimenti a grandi profondità. Tra i tipi di macchinari impiegati per la rimozione dell'acqua, dettagliatamente illustrati nel De re metallica (1556) di Georg Bauer Agricola, si possono includere le pompe a stantuffo costruite con tronchi di albero scavati e infinite catene di secchi e ruote idrauliche a rotazione invertibile. Le miniere più produttive si trovavano nell'Europa centrale, nei monti Erzgebirge in Sassonia, a Schwaz nel Tirolo, in Ungheria e a Mansfield in Inghilterra. Questi siti erano luogo di operazioni su vasta scala; in una sola miniera potevano essere impiegate diverse migliaia di operai, alcuni sottoterra, altri nel trasporto del materiale, nella preparazione di carbonella e nella fusione, separazione e affinamento dei minerali grezzi. L'escavazione e la lavorazione del rame argentifero erano particolarmente importanti.
lunedì 6 maggio 2013
Evolution of weapons through the ages
giovedì 2 maggio 2013
Work in the mines,extraction of the mineral
L’accesso ai cantieri di estrazione avveniva attraverso gallerie orizzontali e pozzi verticali. Il minerale, all’inizio, veniva estratto manualmente grazie all’uso di scalpello e mazzetta, successivamente venne introdotto l’uso della polvere da sparo che rendeva il lavoro del minatore più semplice. Le condizioni lavorative erano mediocri, specialmente quando si usava il metodo delle cataste incendiate, l'antico metodo estrattivo usato prima dell'avvento dell'esplosivo. Richiedeva la costruzione di una catasta di legna da incendiare nelle vicinanze di una facciata di pietra, le cui pietre calde venivano raffreddate con acqua, e per lo shock termico la roccia si incrinava e permetteva così l'estrazione dei minerali. Il metodo è descritto da Georg Agricola nel suo De Re Mettallica del XVI secolo. E poi,dopo circa 400 anni,la tematica del lavoro nelle miniere viene ripresa dallo scrittore Ken Follet nel suo romanzo “La caduta dei giganti”, nel quale egli analizza la realtà il lavoro e la vita degli operai impiegati nelle miniere carbonifere di Aberowen, nel Galles.
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